Il libro del cardinale della Chiesa Cattolica, Camillo Ruini, “Conversazioni sulla fede e sull’Italia” (Rubbettino, 92 pagine, 14 Euro), raccoglie interviste concesse nel corso degli anni e che a Sua Eminenza “sono sembrate più significative, disposte in ordine cronologico”. Come sottolinea lo stesso cardinale – che è stato dal 1991 al 2007 presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) – “gli argomenti sono vari e legati all’attualità, come è tipico delle interviste. Tentando di sintetizzarli direi che riguardano anzitutto la fede cristiana e l’uomo di oggi, la sua vita e la sua cultura. Per conseguenza le vicende della Chiesa e dell’Italia, compresa la politica italiana. Sotto quest’ultimo profilo le interviste qui raccolte sono più esplicite delle precedenti prolusioni, perché qui parlo a titolo personale, mentre prima mi esprimevo a nome dei vescovi italiani”.
“Conversazioni sulla fede e sull’Italia” è un libro di grande interesse, data la complessa e autorevolissima personalità dell’autore (già vicario del Papa per la Diocesi di Roma). Tanto più che l’Italia sta diventando sempre meno cristiana, più secolarizzata, con una consistente presenza musulmana, e soprattutto più individualista: spesso anche chi crede lo fa a modo suo, senza curarsi dei dogmi della fede. Come reagisce il cardinale Ruini a una situazione del genere? Non facendo sconti sulle esigenze del cristianesimo ma dando dei motivi concreti per credere e vivere da cristiani. La Chiesa sembra spesso in ritirata, sul piano pastorale come su quello culturale e su quello politico. Ruini sottolinea i legami profondi che uniscono la fede alla cultura e la cultura alla politica, legami che la Chiesa non deve stancarsi di promuovere. Due grandi domande gli stanno particolarmente a cuore: anzitutto la domanda su Dio, non solo sulla sua esistenza ma sulla sua rilevanza per noi. In secondo luogo la vita oltre la morte, quella vita piena che ci è promessa nella Risurrezione di Cristo. Il cardinale è realista, non si nasconde le difficoltà che stiamo attraversando, crede nella libertà, ritiene che il futuro sia sempre aperto. Le sue parole vogliono dare serenità e aprire alla speranza, anche per coloro che – come è ovvio – possono non condividere le sue posizioni in materia di diritti civili e sul ruolo concreto dei cattolici nell’impegno politico. Si pensi all’esplosiva intervista (naturalmente riportata nel libro) che il cardinale concesse ad Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”, il 3 novembre 2019, prendendo posizione sul leader della Lega, Matteo Salvini. “Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti – disse tra l’altro Ruini -. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé; e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po’ astratto. Sui migranti vale per Salvini, come per ciascuno di noi, la parola del Vangelo sull’amore del prossimo; senza per questo sottovalutare i problemi che oggi le migrazioni comportano”. Sbaglia Salvini a baciare il rosario, platealmente, durante manifestazioni del suo partito? E’ una domanda che si pongono in tanti, non solo i giornalisti. Questa la risposta del cardinale Camillo Ruini: “Il gesto può certamente apparire strumentale e urtare la nostra sensibilità. Non sarei sicuro però che sia soltanto una strumentalizzazione. Può essere anche una reazione al ‘politicamente corretto’, e una maniera, pur poco felice, di affermare il ruolo della fede nello spazio pubblico”.
Red. Cro.