Il romanzo di Louise Penny, “I diavoli sono qui” (Einaudi, 616 pagine, 16 Euro, traduzione di Letizia Sacchini), racconta – come recita il sottotitolo – “Le indagini del commissario Armand Gamache”; ma a noi sembra anche la metafora universale ed esistenziale dei guai che sono sempre in agguato per gli investigatori, sia quelli in carne e ossa sia quelli di carta. Il commissario Armand Gamache, infatti, sperava che il suo viaggio a Parigi dovesse essere – come si dice – di piacere. Macché: pure la Ville Lumière ha le sue ombre ed è lì che si nascondono i diavoli. E così eccoci di fronte a un nuovo caso per il commissario capo della Sûreté du Québec, dopo “Case di vetro”, “Il regno delle ombre” e “Un uomo migliore”.
La trama: dopo una cena in un bistrot con Gamache e la moglie Reine-Marie, il miliardario Stephen Horowitz, padrino di Armand, viene investito da un furgone. Quello che a tutti sembra un banale incidente, per quanto drammatico, agli occhi del commissario è un evidente tentativo di omicidio. E quando nell’appartamento di Horowitz viene ritrovato un morto, Gamache finirà suo malgrado invischiato in un’indagine che lo trascinerà dalla Tour Eiffel agli antichi archivi della città, dagli hotel più esclusivi a musei che custodiscono enigmatiche opere d’arte. Fino a scoprire segreti tenuti nascosti per decenni, avvolti nel buio che si annida anche negli appartamenti dei migliori arrondissements. Ben presto il capo della Sûreté si ritroverà al centro di una tela di sospetti e menzogne e, per scoprire la verità, dovrà decidere se fidarsi della sua famiglia, dei suoi colleghi, oppure del suo istinto.
Questo romanzo è piaciuto molto agli americani, mettendo d’accordo pubblico e critica: ha immediatamente raggiunto la cima delle classifiche del “New York Times” e del “Washington Post”. Libro “incantevole” per “The New York Times Book Review”; “Penny eccelle nell’esplorazione dei caratteri. Affonda sotto la pelle e poi ancora oltre, nel cuore, nella mente e nell’anima dei suoi personaggi”, a giudizio di “The New York Journal of Books”. Ma crediamo che abbia tutti gli ingredienti per piacere anche ai lettori italiani. La scrittrice Louise Penny, nata a Toronto, vive in un piccolo villaggio a sud di Montréal; oltre ad aver vinto sette “Agatha Awards” per il miglior “crime” dell’anno, le è stato assegnato “The Order of Canada” nel 2013 e l’“Ordre National du Québec” nel 2017. È autrice di quindici romanzi con protagonista il commissario Armand Gamache, tutti di prossima uscita per Einaudi.
Red. Cro.