E’ destinato ai bambini il libro illustrato di Luca Cognolato, Silvia Del Francia e Fabio Sardo, “Il cavaliere delle stelle” (Lapis Edizioni, 40 pagine, 14,50 Euro), che racconta “la storia di Giorgio Perlasca” come se fosse una favola. Una storia cavalleresca diviene metafora della vicenda di Giorgio Perlasca: una chiave originale per far conoscere anche ai più piccoli l’incredibile avventura dell’uomo che salvò la vita a 5218 ebrei ungheresi. In questo albo illustrato Giorgio Perlasca diviene Messer Giorgio. Proprio come un cavaliere medievale, con l’armatura di carta e una finta spada, difende i più deboli e non indietreggia di fronte al nemico, mettendo a rischio la propria vita. La trama: Giorgio è un bambino con un sogno, incontrare un cavaliere capace di affrontare senza paura draghi e temporali, come quelli che popolano le letture che ama tanto. Passano gli anni, Giorgio cresce, di cavalieri non ne ha mai incontrati; parte allora per andare in guerra, sperando di conoscerne uno e compiere insieme grandi imprese. Scoprirà, invece, che l’unica avventura che valga la pena di vivere è l’amore; ma ora, però, il resto del mondo vuole la guerra. Un giorno arriva in una città lontana, dove alcune persone sono costrette a portare una stella gialla e altre danno loro la caccia. Lui non può accettarlo, vuole offrire il suo aiuto. Così va dall’Ambasciatore, che lo nomina cavaliere “protettore delle stelle”. Giorgio ha solo un’armatura di carta e una spada finta, eppure ogni giorno salva qualcuna delle persone con la stella e le nasconde in una torre. Finita la guerra, tutti potranno uscire dal loro nascondiglio, ma il cavaliere che li ha salvati è sparito. Passano gli anni, ormai Giorgio ha riposto la finta spada e non pensa più all’accaduto. Ma due delle persone che ha salvato non hanno smesso mai di cercarlo per dirgli grazie. Alla fine lo ritrovano, ormai anziano. Gli chiedono: “Perché hai rischiato la tua vita per noi?”; la sua risposta: “Perché l’amore è la più bella di tutte le avventure”.
Come è noto, quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né spagnolo. Tornato in Italia dopo la guerra la sua storia non la racconta a nessuno, nemmeno in famiglia, semplicemente perché riteneva d’aver fatto il proprio dovere, nulla di più e nulla di meno. Se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi da lui salvate in quel terribile inverno di Budapest la sua storia sarebbe andata dispersa. Queste donne, a fine degli anni ’80 pubblicarono sul giornale della Comunità ebraica di Budapest un avviso di ricerca di un diplomatico spagnolo, Jorge Perlasca, che aveva salvato loro e tanti altri correligionari durante quei mesi terribili della persecuzione nazista a Budapest e alla fine della ricerca ritrovarono un italiano di nome Giorgio Perlasca.
Il destino decise che la straordinaria avventura di Giorgio Perlasca venisse conosciuta e ora il suo nome si trova a Gerusalemme, tra i “Giusti fra le Nazioni”, e un albero a suo ricordo è piantato sulle colline che circondano il Museo dello Yad Vashem. La vicenda di Giorgio Perlasca dimostra come per ogni individuo è sempre possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio è legge di Stato e il genocidio parte di un progetto politico. A chi gli chiedeva perché lo aveva fatto, rispondeva semplicemente: “Ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati senza un motivo se non l’odio e la violenza?”.
Red. Cro.