Un “giallo” a Venezia di Anna Vera Sullam nello scenario delle leggi razziali

Un “giallo” a Venezia di Anna Vera Sullam nello scenario delle leggi razziali

Il nuovo libro di Anna Vera Sullam, “Il sesto comandamento” (Sem, 280 pagine, 16 Euro), è un “giallo” avvincente e appassionante che scava, con grande garbo, nei meandri più oscuri dell’animo umano, sullo sfondo di una città magica. La trama: Venezia, 1940. L’Italia è entrata in guerra da quattro mesi, troppo pochi perché si sentano i morsi della fame, troppi per chi aveva creduto che sarebbe durata qualche settimana. Ma ciò che brucia alla Comunità ebraica della città sono le leggi razziali che hanno sconvolto l’esistenza di tutti i suoi membri. È per questo che hanno acquistato un edificio che possa ospitare alunni e professori a cui il regime impedisce di frequentare le scuole pubbliche. Ma proprio lì, nella biblioteca, un pomeriggio, il segretario scopre il cadavere di Ida Forti, professoressa di lettere antiche, uccisa da un colpo in testa inferto con una statuetta del Duce. È l’inizio di un’indagine che viene affidata al vicequestore Gigli, il quale ha una gran fretta di concluderla, tanto che in tempi brevissimi annuncia il nome dell’assassino. Ma la soluzione del caso non convince il suo sottoposto, il maresciallo Russo. Sarà lui a condurre un’inchiesta parallela che porterà alla luce segreti e misteri, fino al sorprendente finale.
Anna Vera Sullam scrive così (molto bene), come dimostra questo assaggio della sua prosa: “’Incredibile’, disse con voce stentorea ‘il busto del Duce usato per colpire un’ebrea!’. ‘Sì’. Rodolfo avrebbe voluto aggiungere ‘Come avrebbe potuto una non ebrea insegnare in una scuola ebraica?’”. Anna Vera Sullam è nata e vive a Venezia; laureata in Lettere, è stata a lungo ricercatrice presso l’università Ca’ Foscari, dove ha insegnato Lingua e Storia della lingua italiana. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “I nomi dello sterminio” (Einaudi 2001, Marietti 2018) e “Undici stelle risplendenti” (Mondadori 2012). Con “Il sesto comandamento” – che si presenta come un “giallo” storico -, l’autrice non offre ai lettori solo un romanzo ma anche la possibilità di riflettere sull’infamia incommensurabile delle leggi razziali: è sempre molto vigile l’attenzione per non perdere mai la verosimiglianza del racconto. Come dice pure l’ambiguità della parola “storia”, Anna Vera Sullam la tratteggia sia quale susseguirsi di fatti, con personaggi credibili e il colpo di scena, sia quale indagine sulla tragedia della persecuzione anti-ebraica. Si tratta di un libro per i lettori che non si accontentano di poco, ma chiedono allo scrittore (in questo caso una scrittrice) di lasciare un’eco nella loro anima.

Red. Cro.

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