Cos’è l’ozonoterapia e perché se ne parla sempre di più
Negli ultimi anni, l’ozonoterapia si è ritagliata un ruolo da protagonista nel panorama delle terapie mediche complementari. Si tratta di un trattamento che sfrutta una miscela di ossigeno e ozono per stimolare i processi rigenerativi dell’organismo, migliorare l’ossigenazione dei tessuti e favorire la risposta immunitaria. Non a caso, viene sempre più utilizzata in ambiti diversi: dal supporto a percorsi antinfiammatori alla medicina estetica, dalla riabilitazione alla cura del dolore cronico.
Il motivo di tanto interesse? L’ozonoterapia è una procedura non invasiva, ben tollerata e versatile, che può essere adattata alle esigenze specifiche di ciascun paziente. Proprio per questa flessibilità, sono state sviluppate più modalità di somministrazione: tra le più diffuse troviamo quella in sacche e quella in flaconi.
A questo punto sorge spontanea una domanda: quale delle due è più efficace? E soprattutto, esistono reali differenze in termini di benefici? Scopriamolo insieme.
Le due vie di somministrazione: sacche e flaconi
Quando si parla di ozonoterapia, è normale imbattersi in due modalità principali di somministrazione: l’uso delle sacche e quello dei flaconi. A un occhio non esperto possono sembrare due approcci molto diversi, ma in realtà si tratta semplicemente di due strumenti differenti per veicolare la stessa sostanza terapeutica.
Nel caso delle sacche, la miscela di ossigeno e ozono viene raccolta in apposite sacche sterili, pronte per essere reinfuse nel paziente. Questa modalità è particolarmente utile quando si desiderano dosaggi personalizzati, oppure quando è necessario trattare zone specifiche in modo più mirato.
I flaconi, invece, sono contenitori in vetro nei quali viene conservata la miscela ozonizzata fino al momento dell’utilizzo. Offrono praticità e rapidità, soprattutto in contesti ambulatoriali dove è richiesta una somministrazione efficiente e ripetuta.
In entrambi i casi, l’obiettivo resta lo stesso: permettere all’organismo di beneficiare delle proprietà dell’ozono nel modo più sicuro ed efficace possibile.
Forma diversa, stessa efficacia
Una domanda frequente tra i pazienti
Molti pazienti, al momento della prima seduta di ozonoterapia, si chiedono se ci sia una differenza concreta tra l’uso di sacche o flaconi. È una curiosità comprensibile: la forma con cui viene somministrato un trattamento può far pensare a risultati diversi. Ma in questo caso, la risposta è semplice.
Conta la sostanza, non il contenitore
La miscela di ossigeno e ozono è esattamente la stessa, indipendentemente dal fatto che venga raccolta in una sacca o in un flacone. Ciò che davvero fa la differenza è la qualità della miscela, il rispetto dei protocolli e, soprattutto, la competenza del professionista che la somministra.
Il parere del medico: chiarezza e competenza
Sul tema è intervenuto il Dott. Alessandro Dall’Antonia, specialista della Prejuvenation Clinic, che in un video esplicativo sottolinea come la scelta tra sacca o flacone non incida sull’efficacia della terapia. Si tratta di due strumenti diversi, scelti in base al contesto, alla logistica e alle esigenze del paziente.
Vuoi approfondire con l’intervento del Dott. Dall’Antonia? Guarda il video nell’articolo completo:
Ozonoterapia in sacche o flaconi: cambia la forma, non l’efficacia
Cosa dice la scienza sull’efficacia dell’ozonoterapia
Uno studio a conferma dell’equivalenza terapeutica
A supporto di quanto spiegato dal Dott. Alessandro Dall’Antonia, esistono studi scientifici che confermano come la via di somministrazione non alteri l’efficacia dell’ozonoterapia. In particolare, una pubblicazione apparsa su International Immunopharmacology ha evidenziato che, indipendentemente dal contenitore utilizzato, l’azione dell’ozono sull’organismo resta costante, con effetti benefici documentati su infiammazione, microcircolazione e modulazione del sistema immunitario.
Il ruolo chiave dei protocolli e della preparazione
I risultati sono stati osservati a condizione che vengano rispettati i protocolli di preparazione della miscela e utilizzati materiali medicali idonei, fattori che garantiscono la stabilità e la sicurezza dell’ozono fino alla somministrazione.
📚 Fonti:
Di Paolo, N., Bocci, V., Gaggiotti, E. (2005). Ozone therapy. A clinical and scientific review. International Immunopharmacology, 5(4), 593–600.
Paolo, Nicola & Gaggiotti, E & Galli, Francesco. (2005). Extracorporeal blood oxygenation and ozonation: Clinical and biological implications of ozone therapy. Redox report : communications in free radical research. 10. 121-30. 10.1179/135100005X38888.
Conclusione: la vera differenza la fa il professionista
Quando si parla di ozonoterapia, è facile lasciarsi influenzare da dettagli tecnici come il tipo di contenitore usato per la somministrazione. Ma la verità, confermata sia dall’esperienza clinica che dalla letteratura scientifica, è che l’efficacia del trattamento dipende dalla qualità della miscela e dalla professionalità di chi la somministra, non dal fatto che venga erogata tramite sacca o flacone.
Affidarsi a strutture serie, che seguano protocolli certificati e siano in grado di adattare il trattamento alle reali esigenze del paziente, è il primo passo per ottenere risultati concreti e sicuri.
Comunicato Stampa
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