AGRO CALENO – L’alba successiva al 4 dicembre 2016 non sarà sicuramente un “8 settembre” per l’Italia, ma sicuramente si avvicina ad una Waterloo per il Partito Democratico3.0 aimmagine e somiglianza del segretario-(ex)premier Matteo Renzi, soprattutto nell’Agro caleno. Il dispiegamento di forze e mezzi, con tanto di parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali e aperitivi (il piatto forte della casa), non è servito a evitare percentuali anche peggiori rispetto al trend nazionale, anche dove il tricolore Dem aveva unito maggioranze e opposizioni consiliari.
Partiamo da Calvi Risorta, dove le due anime Dem (quella “caputiana” e quella “pittelliana”), divise sul fronte cittadino, hanno fatto due campagne referendarie parallele contro il disarmato (dal punto di vista delle figurine politiche di primo piano) comitato per il “No” caleno. L’anima “caputiana”, arricchita dalla presenza di molti esponenti dell’ex Amministrazione comunale targata Marrocco, ha portato a Calvi l’europarlamentare aversano, mentre la sezione Dem locale ha risposto con la Sgambato e Gennaro Oliviero. Il risultato, nonostante il doppio sforzo, è stato un misero 32,55%. Sotto la soglia nazionale e peggio di Calvi Risorta, è andata a Vitulazio dove il comitato spontaneo lanciato dal sindaco Luigi Romano (grande elettore del Consigliere regionale Oliviero) e la sezione locale del Pd (di ferrea fede caputiana), uniti nel “Si” ma divisi nel Puc, hanno raccolto il 33,21%.
L’unico sindaco “democratico dichiarato” dell’Agro caleno, l’ispettore Giovanni Diana, nonostante le comparsate agli aperiSi tricolori, mette insieme un 31,85% che, a pochi mesi dalle amministrative, non incoraggia. Nei paesi una volta governati dal Pd, Sparanise e Pignataro Maggiore, si raccolgono i cocci. I dem sparanisani, impegnati a ricostruire il post-Sorvillo con Anna Fucile, si ferma al 31,73%. A Pignataro Maggiore, dove il Pd aspetta di ripartire dalle macerie delle ultime amministrative, il presidente del Consiglio comunale Cesare Cuccaro ha tentato di tirare su la percentuale del “Si” che si è fermata al 31,46%. In termini relativi, il 33,54% di Bellona sembra dignitoso anche se nulla rispetto al 41,94% di Rocchetta e Croce. Bloccato al 31% il “Si” anche a Camigliano (31,84%) e Giano Vetusto (31,25%).
Red. Pol.