“Gerusalemme al tempo di Gesù”: un classico di Joachim Jeremias sull’ebraismo

“Gerusalemme al tempo di Gesù”: un classico di Joachim Jeremias sull’ebraismo

Il libro di Joachim Jeremias, “Gerusalemme al tempo di Gesù” (Dehoniane, 648 pagine, 35 Euro), è considerato un classico di storia sociologica dell’ebraismo; è la prima grande opera di questo autore, uno dei maestri dell’esegesi biblica del Novecento. Joachim Jeremias (1900-1974) ha vissuto e studiato per molti anni a Gerusalemme, prima di insegnare nelle Università di Gottinga, Lipsia, Berlino e Greifswald. Tra i suoi libri, tradotti in Italia da Paideia, “Le parabole di Gesù”, “Teologia del Nuovo Testamento” e “Le parole dell’ultima cena”. Con un linguaggio essenziale, una scrittura che incalza e stringe l’argomento da ogni parte e una tessitura sapiente e documentata, questo libro avvince più di un romanzo senza nulla concedere alle seduzioni romanzesche. L’autore scava dall’intimo dell’ebraismo, con l’impassibilità dello storico e la contagiosa passione dello studioso che assiste al lento e faticoso disvelarsi di una città apparentemente gelosa e inespugnabile.

Il libro di cui ci stiamo occupando è di fondamentale importanza, con le sue “ricerche di storia economica e sociale per il periodo neotestamentario”. Per riferirci a un tema a noi molto vicino – essendo noi abitanti in un Paese cattolico -, Joachim Jeremias scrive per esempio parole penetranti sui “farisei” e gli “scribi”, di cui molto abbiamo sentito parlare nei Vangeli. “Occorre dunque stabilire – sottolinea l’autore – una netta distinzione tra scribi e Farisei e respingere l’idea, totalmente falsa, secondo cui i Farisei in quanto tali fossero degli scribi. Un solo punto è esatto: i capi e i membri influenti delle comunità farisaiche erano scribi”. Gli scribi, insomma, erano i teologi; mentre venivano definiti in generale farisei gli esponenti di quell’importante partito politico e religioso. Tutti ricordiamo le parole di Gesù (Vangelo di Matteo): “Guai a voi,. scribi e farisei”; ma non bisogna cancellare la differenza tra i due gruppi, come avverte Joachim Jeremias, aggiungendo: “La tradizione parallela di Luca consente di evitare conclusioni erronee; l’evangelista infatti opera una netta distinzione tra il discorso di Gesù contro i teologi, che sono gli scribi, e il discorso di Gesù agli ‘uomini della prassi’, che sono i Farisei”. Il libro di Joachim Jeremias è tutto così, una inesauribile miniera di notizie (e di sottigliezze) su un periodo centrale della storia e per la nostra visione del mondo.

Red. Cro.

Commenta con Facebook