“Gli spostati”, un libro/film che Arthur Miller scrisse per la moglie Marilyn Monroe

“Gli spostati”, un libro/film che Arthur Miller scrisse per la moglie Marilyn Monroe

“Gli spostati” (Nutrimenti, 160 pagine, 15 Euro) è il libro che Arthur Miller scrisse per Marilyn Monroe e che divenne un film leggendario. Uscito nel 1961 per la regia di John Huston, “Gli spostati” non tardò a diventare un classico del cinema americano: racconta di una giovane donna da poco divorziata che si innamora di un cowboy del Nevada (Clark Gable nella sua ultima interpretazione) e si lascia affascinare dal mondo di quest’uomo più grande di lei, tra alcol, rodei e risse nei bar, sconvolgendogli a sua volta la vita, fino a una memorabile e drammatica scena finale. Il grande conflitto natura-uomo, ribellione-sicurezza, familiarità-estraneità della letteratura americana è qui espresso al suo massimo livello.
Per il film Arthur Miller non aveva scritto una sceneggiatura ma un vero e proprio racconto, apparso per la prima volta nell’ottobre del 1957 sulla rivista “Esquire”: “The Misfits” era una storia già concepita per il grande schermo – ogni dettaglio è un suggerimento per l’occhio del regista o la mimica degli attori – ma pensata anche per un lettore amante degli spazi infiniti e degli amori burrascosi; di un modo di essere selvaggi, spostati, vagabondi, ultimi di un branco, desolati, solitari, in cerca di amore e affetto, nell’arte e nella vita.
Questa edizione riporta in libreria “Gli spostati” a sessant’anni esatti dal film e dalla prima pubblicazione del libro in Italia, e lo fa con una nuova traduzione (opera di Nicola Manuppelli) che, in un gioco di rimandi tra letteratura e cinema, riproduce nei dialoghi le battute della versione italiana del film. Arthur Miller (1915-2005) è stato uno dei maggiori autori di teatro e sceneggiatori del secolo scorso. Tra le sue opere più note si ricordano “Erano tutti miei figli” (1947), “Morte di un commesso viaggiatore” (1949) e “Il crogiuolo” (1953). Fu sposato con Marilyn Monroe dal 1956 al 1961. A giudizio di Nicola Manuppelli, questo libro “a livello biografico, ci dice anche molto del rapporto Miller-Monroe, forse suggerisce un amore che Miller è riuscito a esprimere pienamente solo su queste pagine. Ma ci dice anche quali grandi attori fossero Gable e Monroe nel leggere queste descrizioni psicologiche e farle loro, a volte trasgredendole per restituircele ancora più fedeli (…). ‘Gli spostati’ è anche un meraviglioso libro sulla scrittura e la recitazione, e il cinema, e sul loro rapporto, e dura molto più della centocinquanta pagine su cui è stampato”.

Red. Cro.

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