Vasco Pirri Ardizzone aveva fatto una domanda sgradita al capogruppo dei senatori del Movimento 5 Stelle. Insieme ad altri giornalisti parlamentari aveva riferito indiscrezioni a proposito di un possibile appoggio alla nascita di un governo ibrido, né tecnico né politico. La solidarietà di Ossigeno al giornalista.
OSSIGENO – Roma, 30 marzo 2013 – Dopo gli episodi della recente campagna elettorale, il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha sferrato un nuovo attacco ai giornalisti. Li ha definiti una casta peggiore di quella dei politici e ha attaccato personalmente il cronista parlamentare Vasco Pirri Ardizzone. Il tono intimidatorio di Grillo ha suscitato una ondata di proteste e la solidarietà di Ossigeno.
L’incidente si è verificato venerdì 29 marzo, in un momento cruciale per le difficili consultazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, impegnato nella difficile impresa di dare vita a un governo che tenga conto dell’impasse determinata dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio scorso e dei veti incrociati dei principali gruppi parlamentari.
Vasco Pirri Ardizzone, 40 anni, è un cronista dell’agenzia di stampa Italpress. All’ora di pranzo lui e altri cronisti delle altre agenzie di stampa, hanno riferito che il senatore Crimi aveva accennato all’ipotesi che il suo Movimento potesse appoggiare la nascita di un governo basato su una formula ibrida, un governo né politico né tecnico, definito “pseudo tecnico”. La notizia ha fatto subito sensazione poiché ha segnalato l’apertura di uno spiraglio rispetto all’atteggiamento di totale chiusura del Movimento. Ha fatto sensazione anche perché lo stesso Crimi qualche ora dopo era atteso dal presidente della Repubblica, al quale doveva rappresentare la posizione dei parlamentari del suo gruppo.
Questo incontro è stato preceduto da una telefonata di rettifica di Grillo a Napolitano. Dopo Crimi ha incontrato Napolitano, e dopo l’incontro il giornalista Vasco Pirri Ardizzone gli ha chiesto di spiegare la sua posizione rispetto a quella ipotesi di un governo pseudo tecnico. ”Ribadiamo la nostra determinazione a non accordare la fiducia a governi politici o pseudo tecnici”, ha risposto Vito Crimi, smentendo di averne mai parlato.
Subito dopo Grillo ha commentato la vicenda in una intervista diffusa dal canale video del suo blog . “E’ incredibile come nascano cose dal nulla. (…) Siamo nel settore della psichiatria. (…) La casta dei giornalisti è peggio di quella dei politici, i politici li capisco sono terrorizzati invece i giornalisti cominciano ad esserlo perché i giornali chiudono, le televisioni sono in difficoltà e la rete ingloberà tutto questo sistema medievale di fare informazione (…) Senza la tutela di una informazione obiettiva non c’è democrazia in questo paese. (…)
Quindi Grillo ha parlato, senza farne il nome, del giornalista che aveva chiesto al senatore Crimi chiarimenti sul governo pseudo tecnico. «Quella voce – ha detto – la conosco – ha detto – si tratta di un povero ragazzo frustrato e sfruttato che deve dire di aver sentito una cosa,che non ha sentito per sopravvivere, per avere 10 euro a pezzo, deve scriverla, creare una smentita e ridare una cosa falsa. Così porti a casa uno stipendio. I giornalisti sono i più sfruttati nell’ambito del lavoro giovanile. Si tratta di apprendisti giornalisti che lavorano in giornali finanziati con le tasse degli italiani. Ma noi toglieremo i finanziamenti diretti e indiretti».
Le frasi di Grillo hanno suscitato proteste indignate del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino (”e’ davvero diventato un problema psichiatrico, speriamo reversibile!”), del segretario della FNSI Franco Siddi (“Prendiamo atto che il leader del terzo partito italiano continua a rivolgersi ai giornalisti con minacce e intimidazioni verbali”), del portavoce della presidente della Camera Laura Boldrini (“arroganza insopportabile”, ha detto Roberto Natale), del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia Riccardo Arena e di numerosi altri che hanno manifestato solidarietà a Vasco Pirri Ardizzone, il quale ha cercato di reagire con ironia, limitandosi a precisare di non essere più un ragazzo, né un precario ed escludendo che Grillo abbia potuto individuarlo dalla voce, poiché non si conoscono.
La sodidarietà di Ossigeno – Alberto Spampinato, direttore dell’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia, ha dichiarato: “Ossigeno esprime solidarietà al giornalista Vasco Pirri Ardizzone al quale Beppe Grillo ha rivolto un’accusa ingiusta, una critica ingiustificata, inaccettabile, che è intimidatoria nei confronti di tutti i giornalisti che seguono la cronaca politica, le vicende più controverse, e lo fanno spesso, è vero, per pochi euro, ma nell’interesse generale. Occorre rispetto per chi ha il compito, davvero difficile, di raccontare i fatti più importanti proprio mentre si svolgono, e ha il dovere di segnalare ogni accenno o indizio rivelatore di contraddizioni e di possibili evoluzioni. In Italia è sempre più difficile fare questo lavoro per i giornalisti onesti e coraggiosi, ridotti da leggi arretrate e prassi scorrette a vasi di coccio in mezzo a vasi di ben più dura consistenza. Grillo dovrebbe sapere che in Italia sono centinaia i giornalisti minacciati o intimiditi proprio perché raccontano i fatti più controversi senza piegarsi all’interesse del più forte, perché fanno domande scomode. Se ne renda conto, se vuole essere un vero moralizzatore della vita pubblica. ‘Senza la tutela di una informazione obiettiva non c’è democrazia in questo paese’, ha detto ieri proprio Grillo. Giusto, sottoscriviamo, ma bisogna essere coerenti con queste parole, bisogna aiutare i giornalisti a fare bene il loro lavoro ed evitare di sparare nel mucchio”.
ASP