L’essere umano per un tempo lunghissimo, e fino all’avvento della medicina e della farmacologia moderne, ha sempre curato i propri malanni grazie all’utilizzo di piante ed erbe officinali; questa antica sapienza è stata tramandata fino a oggi grazie alla cultura popolare ma anche e soprattutto grazie al lavoro instancabile svolto dai monaci nei monasteri di tutta Europa. Anna Maria Foli nel suo saggio “La farmacia di Dio – Antichi rimedi per la salute, il buon umore, la bellezza e la longevità dalla tradizione monastica e francescana” (Edizioni Terra Santa, 263 pagine, 24 euro) ci conduce in un viaggio in cui ha incontrato abati e madri badesse, priori e superiori, attingendo ai codici medievali sul cosiddetto “giardino monastico” e ai ricettari della farmacia di San Salvatore a Gerusalemme, scoprendo che l’interesse per le terapie naturali fiorì proprio negli antichi conventi.
In un tempo in cui la maggior parte dell’umanità si è allontanata da una vita a contatto con la natura, dirigendosi verso una eccessiva medicalizzazione anche dei più piccoli disturbi fisici, l’autrice – in collegamento con i più famosi monasteri e conventi d’Italia – ha scelto di farsi raccontare la sapienza erboristica e medica che monaci e frati hanno coltivato fin dai tempi più remoti. Il libro è un prontuario di ricette terapeutiche, tutte naturali, attinte dall’antica sapienza di monasteri e conventi ma è soprattutto una guida pratica al riconoscimento delle erbe officinali e del loro uso medicinale, cosmetico, aromatico e dietetico, con ampi approfondimenti anche sulle storie e gli aneddoti legati al mondo della medicina naturale i cui segreti erano gelosamente custoditi. Questa farmacia di Dio, proveniente direttamente dalla natura, ci viene presentata da Anna Maria Foli con schede dettagliate per ogni pianta con caratteristiche, virtù e ricette, in modo da poter scoprire e conoscere meglio la lunga storia e la cultura della medicina naturale.
Massimiliano Palmesano