La ’Ndocciata di Agnone, il più grande rito del fuoco al mondo che si celebra l’8 e il 24 dicembre

La ’Ndocciata di Agnone, il più grande rito del fuoco al mondo che si celebra l’8 e il 24 dicembre

AGNONE – Il nome di Agnone, in provincia di Isernia, è conosciuto non solo per la secolare produzione di campane ma anche per la ’Ndocciata, il rito del fuoco più grande al mondo che si celebra ogni anno l’8 e il 24 dicembre. Il termine ’Ndocciata deriva dalla parola “’ndoccia” che significa torcia; durante il rito centinaia di “portatori” vestiti di nero sfilano sul corso principale portando sulle spalle grosse torce costruite con legno di abete bianco dei boschi agnonesi. L’intero paese è coinvolto dalle celebrazioni; i portatori, infatti, provengono dalle cinque contrade di Agnone (Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio, San Quirico) e l’evento è molto sentito dagli abitanti di tutte le età, dai più giovani a quelli più anziani che insieme partecipano al rituale.
Anche quest’anno circa ventimila persone provenienti da ogni regione d’Italia hanno affollato il centro molisano e preso parte all’evento incominciando a raggiungere Agnone fin dalle prime ore della mattina dell’8 dicembre, in un crescendo di affluenza che è continuato anche durante tutta la cerimonia. Il rito s’avvia con il calare delle tenebre quando le torce a raggiera vengono portate in corteo lungo il corso del paese – in un’atmosfera molto suggestiva che richiama alla mente immagini e scene provenienti da tempi remoti – fino a giungere alla piazza dove è previsto quello che viene chiamato il Grande falò della Fratellanza, momento in cui l’emozione è molto intensa e in silenzio si bruciano simbolicamente nelle fiamme le negatività dell’anno appena trascorso e si saluta l’anno alle porte. Come sempre, la ’Ndocciata ha regalato forti suggestioni ai tantissimi partecipanti che si sono lasciati trasportare dalla musica e dalle piroette delle ’ndocce che illuminavano a giorno il cielo serale e riscaldavano la fredda notte di dicembre.
Le origini della cerimonia affondano le radici in epoche lontanissime, addirittura nel periodo sannita, forse per celebrare e ricordare gli antichi spostamenti tribali che avvenivano di notte alla luce delle torce. Con il passare del tempo la festività ha assunto poi una veste cristiana e ha iniziato ad annunciare l’avvento del Natale. Dal punto di vista simbolico le ’ndocce, che somigliano ai raggi incandescenti del sole nascente, rappresentano la vittoria della luce e la rinascita del sole che avviene proprio nei giorni del solstizio invernale: una classica ritualizzazione di un mito naturale e cosmogonico tipica delle civiltà contadine e rurali.
La lenta discesa del sole all’orizzonte, iniziata con il solstizio d’estate, termina proprio in questo periodo. E la rappresentazione del ciclo di morte e rinascita del disco solare sta alla base di numerosi riti simili che si celebrano negli stessi giorni. La ’Ndocciata è il più grande di questi riti che ancora oggi vengono celebrati in varie parti del mondo, nonché uno dei più antichi; un patrimonio tradizionale non solo per la civiltà contadina molisana e meridionale ma per tutta l’Italia. Il rito in forma ridotta verrà ripetuto il 24 dicembre, un’ottima occasione per visitare Agnone e prendere parte a una delle manifestazioni più suggestive e cariche di storia che si celebrano in Italia.

Massimiliano Palmesano

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