“La scoperta dell’America”: romanzieri e poeti negli articoli di Cesare Pavese

“La scoperta dell’America”: romanzieri e poeti negli articoli di Cesare Pavese

Il libro di Cesare Pavese, “La scoperta dell’America” (Nutrimenti, 240 pagine, 15 Euro) – a cura di Dario Pontuale, che firma anche l’introduzione – raccoglie saggi e articoli che testimoniano il grande impegno dello scrittore per far arrivare in Italia gli autori del Nuovo Mondo. “Verso il 1930 – scrive Cesare Pavese – quando il fascismo cominciava a essere ‘la speranza del mondo’, accadde ad alcuni giovani italiani di scoprire nei suoi libri l’America, un’America pensosa e barbarica, felice e rissosa, dissoluta, feconda, greve di tutto il passato del mondo, e insieme giovane, innocente. Per qualche anno questi giovani lessero tradussero e scrissero con una gioia di scoperta e di rivolta che indignò la cultura ufficiale, ma il successo fu tanto che costrinse il regime a tollerare, per salvare la faccia”.
Il riferimento di Pavese è ad autori i cui nomi non hanno adesso bisogno di ulteriori spiegazioni: Edgar Lee Masters, Herman Melville, John Dos Passos, Walt Whitman, William Faulkner, Gertrude Stein. “La scoperta dell’America” (prefazione di Ernesto Ferrero) coglie tutta l’essenza di una letteratura moderna, l’energia di una scrittura vitale e fiorente: “Quella cultura ci apparve insomma un luogo ideale di lavoro e di ricerca, di sudata e combattuta ricerca, e non soltanto la Babele di clamorosa efficienza, di crudele ottimismo al neon che assordava e abbacinava gli ingenui e, condita di qualche romana ipocrisia, non sarebbe stata per dispiacere neanche ai provinciali gerarchi nostrani. Ci si accorse, durante quegli anni di studio, che l’America non era un altro paese, un nuovo inizio della storia, ma soltanto il gigantesco teatro dove con maggiore franchezza che altrove veniva recitato il dramma di tutti”. Pavese contribuirà così in modo determinante alla conoscenza di romanzieri che influenzeranno stilisticamente il Novecento e di poeti diventati indiscussi modelli lirici.
Cesare Pavese (1908-1950), nato a Santo Stefano Belbo, studia a Torino dove frequenta il liceo “Massimo d’Azeglio” insieme a Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila. Appassionato della letteratura, soprattutto americana, consegue la laurea in Lettere, traduce per Frassinelli, Bompiani, Mondadori e collabora con la nascente Einaudi. Per i suoi legami con “Giustizia e Libertà”, viene condannato al confino a Brancaleone Calabro; tornato riprende il lavoro editoriale. Assunto dall’Einaudi, a Liberazione avvenuta, s’iscrive al Partito comunista; seguono anni d’intensa scrittura, nei quali nascono le maggiori opere. Poche settimane dopo la vittoria del “Premio Strega”, si toglie la vita in un hotel di Torino.

Red. Cro.

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