Nel libro di Fabrizio Bandini tre saggi per conoscere la tradizione nordica

Nel libro di Fabrizio Bandini tre saggi per conoscere la tradizione nordica

La cultura pop negli ultimi anni ha portato alla ribalta un crescente interesse nei confronti delle culture arcaiche dei popoli del freddo e misterioso nord Europa: saghe, Dèi, battaglie, viaggi straordinari attraverso i mari oggi rivivono in produzioni televisive e in opere di narrativa. Ma da sempre la tradizione nordica ha influenzato nel profondo la cultura europea antica, moderna e contemporanea per secoli: Richard Wagner e J. R. R. Tolkien sono solo la punta di un possente iceberg che poggia la sua base nel comune sostrato indoeuropeo che unisce italici, celti e germanici.
Tali arcaiche affinità culturali e storiche sono indagate nel libro di Fabrizio Bandini, “Tre saggi sulla tradizione nordica” (Midgard Editrice, 69 pagine, 10 Euro), raccolta di saggi che analizzano altrettanti aspetti peculiari della tradizione nordico-germanica. La riflessione e il punto di vista dell’autore sono chiari sin dalle prime righe del libro attraverso un monito preciso: quanti ritengono che la tradizione germanica sia avulsa dal panorama culturale italiano sono in errore. Fabrizio Bandini sottolinea come quello che oggi identifichiamo quale il popolo italiano sia il frutto di un secolare e affascinante mix di popolazioni italiche, celtiche, germaniche e greche, tutte figlie della stessa stirpe originaria indoeuropea. La tradizione nordico-germanica è quindi presente in modo significativo tra le componenti costitutive della cultura italiana e non esclusivamente grazie a elementi originari che si perdono nella notte dei tempi. Tra tarda antichità e Alto Medioevo l’Italia divenne punto di approdo di invasioni e migrazioni di popoli di stirpe germanica quali i Goti, ma soprattutto i Longobardi che, tra nord e sud, dominarono per cinque secoli la storia della penisola. La lingua italiana moderna, pur discendendo dal latino, presenta cospicue tracce della secolare presenza longobarda: decine di termini di chiara origine germanica compongono il nostro vocabolario quotidiano.
Il libro di Fabrizio Bandini è composto da tre parti e la scelta non è casuale: il tre è un numero altamente evocativo nella tradizione germanica e in quella indoeuropea in generale. Tre approfondimenti che chiariscono alcuni aspetti centrali della tradizione nordico-germanica come il ruolo dell’Albero Cosmico e dei boschi sacri o la valenza simbolica dei tre colori bianco, rosso e nero. Particolarmente significativo è il saggio centrale, con il titolo “Gli anelli del potere”, in cui a partire dall’opera di Tolkien viene tracciato il percorso che lega la mitologia tolkieniana alle antiche saghe germaniche e nordiche quali i canti dell’Edda e il Beowulf: una riflessione che chiarisce quanto la mitologia e i racconti leggendari nordici abbiano influenzato opere oggi molto note come “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”. Dalle remote migrazioni indoeuropee alle opere novecentesche di Tolkien, la tradizione nordica riecheggia in svariati ambiti dell’universo culturale che sta alla base del nostro vivere quotidiano. I miti analizzati da Fabrizio Bandini nel suo libro non rappresentano qualcosa di dimenticato e sepolto sotto la sabbia del tempo ma essi sono fonte viva e perenne di ispirazione, come vivi e perenni sono gli Dèi che li popolano.

Massimiliano Palmesano

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