Il rapimento drammatico del figlio del costruttore Coppola, rivendicato dalla camorra e da mai meglio specificati “gruppi armati”. Il rilascio del giovane, con le firme occulte di Raffaele Cutolo, della Massoneria e l’aiuto di banche potentissime, per l’erogazione del riscatto.
Una misteriosa Fiat Cinquecento imbottita di miliardi, in viaggio verso il Lazio.
Torri giganti, con fondamenta nel mare, rubato all’Italia, per farne un privatissimo feudo inespugnabile.
I quartieri più belli d’Europa, costruiti sulle spiagge che erano di tutti i cittadini, prima di essere recintate con mura e punti di vedetta paramilitari. Le villette più esclusive delle vacanze italiane, oggi diventate banlieue così pericolose da non potersi nemmeno avvicinare, se non mantenendo una distanza di sicurezza.
Un sindaco, costretto a vestirsi da spazzino, per entrare in un villaggio abusivo, interamente protetto da guardie private e persone armate.
Democrazia Cristiana, Mafie, Logge segrete, ministri infedeli, imprenditori pronti a investire cifre da capogiro: tutto per mettere in piedi la cittadella estiva più scintillante del Mezzogiorno italiano; tutto per devastare chilometri di costa, con milioni di metri cubi di cemento.
Per costruire Villaggio Coppola, è stato spazzato via un pezzo millenario – tra i più importanti in assoluto – della storia meridionale.
Oggi, la città sul mare è il più grande slum di clandestini africani e di altre mille etnie.
I clan nigeriani, i Casalesi, le sanguinarie organizzazioni mafiose dell’Est europeo: tutti hanno scelto questo posto, per creare il più spaventoso fortino dell’illegalità europea. E pensare che era sorto per essere “Paradiso per l’uomo”, come assicuravano enormi cartelli pubblicitari, piazzati sulle sterminate spiagge di Castel Volturno.
Nel lavoro editoriale di Salvatore Minieri, “Padroni di Sabbia – Reportage dalla città più abusiva d’Italia” (Edizioni Italia) vengono analizzati fatti ed eventi che portarono alla creazione di una vera enclave della famiglia Coppola, imprenditori potentissimi che scipparono allo Stato chilometri di spiaggia e mare, oltre a intere porzioni della fascia a ridosso della Pineta di Castel Voltuno, tra le più estese e belle del mondo.
Nacque “Coppola Pinetamare”, città abusiva, senza alcuna autorizzazione, costruita direttamente sulla sabbia. Sembrava un sogno di sole e vacanze per tutti, si trasformò ben presto nel peggiore tunnel di devastazione ambientale, strane pressioni di gruppi mafiosi, sequestri di persona e ville che crollavano sulla sabbia.
La speculazione edilizia più violenta e inarrestabile della storia occidentale. Salvatore Minieri prova ad analizzarla in questo suo libro che evidenzia, soprattutto, nomi e cognomi di chi sapeva, ma preferì girarsi dall’altra parte, mentre una famiglia di palazzinari rubava aria, sole, sabbia e mare meraviglioso agli italiani.
C.S.